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Patologia del piede

Micosi delle unghie: spesso non è (solo) un fungo.

L'onicomicosi viene quasi sempre trattata solo come infezione. In realtà, molto spesso il fungo colonizza un'unghia già indebolita da microtraumi ripetuti. Allo Studio Corazza, a Voghera, la valutazione parte dalla causa, non solo dal sintomo.

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Onicomicosi
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valutazione podologica

Che cos'è l'onicomicosi

L'onicomicosi è un'infezione fungina della lamina ungueale, cioè dell'unghia. Si manifesta tipicamente con un'unghia ispessita, di colore alterato — dal giallo al bruno — e spesso fragile, che tende a sfaldarsi o a sbriciolarsi ai bordi. Può interessare una sola unghia o estendersi alle dita vicine, e nei piedi riguarda più spesso l'alluce.

È un disturbo molto comune, ma il modo in cui viene affrontato fa una grande differenza sul risultato nel tempo.

Non sempre è un problema primario

È il punto più importante e, di solito, il meno considerato: molto spesso la sovrainfezione micotica si sviluppa su un'unghia già danneggiata. Un'unghia indebolita da microtraumi ripetuti offre al fungo una porta d'ingresso e un terreno favorevole.

In altre parole, in molti casi il fungo è la conseguenza, non la causa iniziale: prima si crea il danno alla lamina, poi arriva la colonizzazione micotica. Ecco perché concentrarsi solo sul fungo, ignorando ciò che ha indebolito l'unghia, spesso non basta.

Da dove vengono i microtraumi

I microtraumi che indeboliscono l'unghia derivano quasi sempre da fattori meccanici, che è proprio il campo di lavoro del podologo:

  • Alterazioni biomeccaniche del piede e dell'appoggio, che modificano come l'unghia lavora a ogni passo;
  • Calzature inappropriate, troppo strette o troppo corte, che comprimono e urtano ripetutamente la lamina;
  • Deformità digitali come le dita a martello o l'alluce valgo, che spingono le dita contro la scarpa;
  • Attività sportive con microtraumi ripetuti sull'unghia (corsa, sport con frenate e cambi di direzione).

Perché non basta trattare il fungo

Se ci si limita a trattare l'infezione senza individuare e correggere le cause che favoriscono il danno ungueale, il problema tende a ripresentarsi: l'unghia continua a subire gli stessi microtraumi e torna vulnerabile. Per questo l'obiettivo non è solo "togliere il fungo", ma rendere l'unghia di nuovo sana e robusta.

Spesso le cause da affrontare sono le stesse che il podologo tratta in altri ambiti: l'alluce valgo e le deformità digitali, le alterazioni dell'appoggio individuate con l'analisi biomeccanica e corrette, quando serve, con plantari funzionali.

Non applicare antimicotici da soli appena vedi un'unghia alterata: non tutte le unghie ispessite o giallastre sono micosi. Una valutazione corretta evita cure inutili e ritardi.

L'approccio dello Studio Corazza

Allo Studio Corazza, a Voghera, l'onicomicosi si affronta con una valutazione podologica completa, pensata per non fermarsi al sintomo:

  • si identificano le cause biomeccaniche predisponenti — appoggio scorretto, deformità digitali, calzature, sport — che hanno indebolito l'unghia;
  • il trattamento dell'unghia viene abbinato alla correzione dei fattori meccanici, perché il risultato duri nel tempo;
  • quando utile, si imposta una rieducazione ungueale per accompagnare la ricrescita di una lamina più sana.

La valutazione dell'appoggio si appoggia all'analisi biomeccanica, mentre per le alterazioni della lamina e dei tessuti vicini può essere utile inquadrare anche le onicopatie e l'unghia incarnita.

Quando rivolgersi al podologo

È bene richiedere una valutazione quando l'unghia cambia colore o spessore, si sfalda o fa male. In questi casi affidarsi a un professionista evita cure improprie e permette di individuare la vera causa del problema.

L'attenzione deve essere ancora maggiore in presenza di diabete: chi convive con il piede diabetico dovrebbe evitare il fai-da-te e affidarsi sempre a una valutazione professionale, perché anche piccole alterazioni dell'unghia meritano attenzione.

Domande frequenti

Micosi delle unghie: le risposte.

Le micosi delle unghie sono sempre causate dai funghi?

No. In molti casi il fungo rappresenta una conseguenza e non la causa iniziale del problema. Un'unghia sottoposta a microtraumi ripetuti può diventare più vulnerabile alle infezioni. Per questo motivo è importante valutare anche eventuali alterazioni biomeccaniche, deformità digitali, attività sportive o calzature che possano aver favorito il danno ungueale.

È corretto applicare antimicotici appena si vede un'unghia alterata?

No. Non tutte le unghie ispessite, giallastre o deformate sono affette da micosi. Esistono numerose condizioni che possono simulare una micosi, tra cui traumi, psoriasi, alterazioni biomeccaniche e altre onicopatie. Utilizzare prodotti antimicotici senza una corretta diagnosi può risultare inutile e ritardare l'individuazione della vera causa del problema.

Perché allo Studio Corazza si parte dalla causa?

Perché trattare soltanto il fungo, senza correggere i microtraumi e le cause biomeccaniche che lo hanno favorito, espone a recidive: il problema tende a ripresentarsi. Una valutazione podologica completa cerca i fattori predisponenti — appoggio scorretto, deformità digitali, calzature, attività sportive — e li affronta insieme al trattamento dell'unghia.

La micosi dell'unghia può essere prevenuta?

In molti casi sì, riducendo i fattori che la favoriscono: igiene quotidiana del piede, calzature adeguate e non troppo strette, attenzione ai microtraumi sportivi e, quando presenti, correzione delle cause meccaniche e delle deformità digitali. Ridurre il danno ripetuto alla lamina rende l'unghia meno vulnerabile.

Quando rivolgersi al podologo per un'unghia alterata?

Quando l'unghia cambia colore, spessore o forma, si sfalda o fa male. In presenza di diabete è bene evitare i trattamenti fai-da-te e affidarsi a una valutazione professionale, perché anche piccole alterazioni meritano attenzione.

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